Il vigneto ed il territorio

Un terzo della superficie viticola è posta sul Campo Rotaliano.

Il territorio di origine glaciale fu  creato dai sassi rotolati a valle dal Torrente Noce provenienti dalla Val di Sole e Val di Non, ricoperti dal limo portato dalle inondazioni cicliche del fiume Adige.

Il terreno infatti presenta strati di ciottoli rotondi di medie dimensioni alternati a lembi di limo.

L’origine della parola Rotaliano deriva sia dal fenomeno naturale di formazione del territorio, cioè sassi rotolati a valle, ma probabilmente anche dal nome dei barbari Rotari che si insediarono nel settecento a. C.

Il calore delle montagne, l’aria fresca e frizzante della notte che scende dalla Valle di Non, il terreno povero e ciottoloso, creano un microclima ideale per la viticoltura di pregio, la culla del Teroldego, unico ed irrepetibile grande vino rosso trentino.

“Tiroler Gold” ovvero Oro del Tirolo fu la definizione che i regnanti d’Austria, nel secolo scorso, diedero a questo vino dal colore rosso rubino intenso, dai profumi di viola e lampone e dotato di buon corpo.

La vigna è tutt’ora coltivata con il classico sistema trentino definito a pergola.

Due terzi della rimanente superficie è posta in collina.

 

Il territorio

 

L'ambiente

L’azienda Zeni ha inoltre sottoscritto un importante protocollo per la tutela dell’ambiente e dei consumatori per quanto concerne l’uso dei fitosanitari in campagna.

Il Trentino Viticolo ha creato infatti una autodisciplina assai rigida sui trattamenti.

Il territorio In sintesi i trattamenti contro la peronospora e l’oidio sono monitorati ed eseguiti su precisi input meteorologici; i prodotti utilizzati sono degradabili e con bassa soglia tossicologica sia per l’operatore, che per l’ambiente.

Per la tignola, insetto che s’insedia prima come farfalla, poi come verme nell’uva provocando danni ingentissimi, oggi in sostituzione di potenti veleni si applica la confusione sessuale salvaguardando l’habitat faunistico.