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Sfoiar e sgarzar 2011

Grazie ad un'avvio di stagione molto favorevole, le prime fasi fenologiche si sono svolte nei migliori dei modi; un ottimo germogliamento seguito da un'abbondante fioritura. Nonostante le paure di ritorni di freddo e conseguente rallentamento dell'attività vegetativa, l'accrescimento degli acini e dei germogli sta seguendo i ritmi delle annate precedenti anche se anticipati di qualche giorno.

Durante questi mesi i lavori di campagna si fanno sempre più frequenti e puntuali: obiettivo è il controllo vegetativo atto a equilibrare la pianta in modo da garantire un corretto processo di maturazione dei grappoli.

All'inizio del germogliamento si pratica l'operazione di spollonatura (sgarzar) con il fine di eliminare i germogli prodotti dalle gemme latenti presenti sul fusto della vigna. Contemporaneamente si eliminano anche i germogli antagonisti nati sulla stessa gemma del capo a frutto. Questa tecnica prende il nome di scacchiatura e permette al tempo stesso un controllo della produzione totale oltre che un miglior equilibrio vegetativo.

Con il crescere veloce dei germogl si crea la necessità di contenere la vegetazione all'interno della parete fogliare con la cimatura. I fondamenti teorici sono la base per discussioni sulle modalità, sui tempi e sul numero di interventi in quanto questa operazione può creare degli scompensi alla vite stessa, oltre che provocare la formazione eccessiva di altri germogli di seconda generazione (femminelle).

Accanto alla cimatura inizia anche un altro momento fondamentale: la sfogliatura. Per una corretta evoluzione della maturazione, il grappolo deve essere posto nelle condizioni di luce ottimale e per questo motivo vengono eliminate le foglie che provocherebbero condizioni di ombreggiamento.

Quindi la presenza umana nel vigneto durante questo periodo è di vitale importanza per porre le basi dell'ottimale maturazione dei grappoli; tutto ciò sono le basi di partenza per poter far esprimere al meglio il territorio.

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Podar e ligar

Il freddo e il ciclo biologico della vite hanno favorito la caduta delle foglie; questo momento segna inesorabilmente lo stato di quiescenza della pianta ed è quindi il periodo corretto per intervenire nella delicata fase della potatura.

La vite è una specie rampicante e la potatura è una tecnica fondamentale per garantire una serie di obiettivi; in primo luogo quello di dare una corretta impostazione e forma alla pianta stessa,in secondo luogo un’attenta potatura permetterà una corretta distribuzione dei futuri grappoli nonché la loro qualità.

I tralci che vengono scelti, chiamati capi a frutto, devono avere delle caratteristiche ben precise: devono aver prodotto l’anno precedente, devono essere bel significati, devono essere ben inseriti nel legno più vecchio, devono avere un diametro non inferiore a 8 millimetri.

Il numero di tralci che l’operatore deve lasciare varia al variare del sistema di allevamento; i nostri vigneti sono per il 40% a pergola trentina e per 60% a spalliera verticale.

La prima è la forma di allevamento tradizionale che garantisce un ottimo risultato su varietà come il Teroldego; i tralci sono tendenzialmente due con un carico di gemme che va dalle 18 alle 20.

La spalliera è una tecnica di allevamento che garantisce un miglior risultato qualitativo su tutte le altre varietà da noi coltivate; qui il tralcio è unico e il numero delle gemme varia da 8 a 10.

Questa prima fase di lavori invernali dura circa un mese e mezzo, ma in questa annata i tempi si sono ridotti grazie all’inverno mite e l’assenza di precipitazioni nevose.

Conclusa l’operazione della potatura si passa a quella della legatura. I tralci vengono fissati al primo filo di ferro dell’ala produttiva.

Non più di 30 anni fa la legatura era preceduta dalla preparazione meticolosa delle “strope” cioè i vimini; i racconti del nonno Romano fanno ricostruire e rivivere questi momenti, attorno al focolare della cucina nell’intento di rifinirli e raccoglierli in piccoli fasci. Negli ultimi anni i vimini sono stati sostituiti da dei legacci di carta biodegradabile per motivi di praticità e velocità dell’operazione.

Finito di “podar e ligar” non rimane altro che attenere che il ciclo biologico faccia la sua parte e porti alla luce nuovi giovani germogli che verranno accuditi da mani sapienti nel corso di tutta la primavera.